E' bello essere italiani, valore della patria da nord a sud
Solidarietà e generosità: dalle forze dell'ordine a chi fa volontariato
I figli degli immigrati saranno italiani, la patria non è più solo la terra dei padri
Istituzioni politiche autorevoli, etica pubblica, stato efficiente ma non invadente
NO burocrazia e clientela
Falcone e Borsellino sono eroi, servitori dello Stato, dovrebbe essere insegnato a scuola
Chi sbaglia paga e chi fa il proprio dovere viene premiato
Uguaglianza dei cittadini, uguaglianza delle opportunità: merito e capacità per selezionare la classe dirigente
Messaggio positivo: quest'Italia c'è già, bisogna farla venire fuori
Valori condivisibili, abile comunicatore, slogan che rimangono impressi
E comunque c'è condivisione fra destra e sinistra su alcune cose:
i figli degli immigrati sono italiani, istruzione per tutti
Basterebbe un governo bipartisan per realizzare queste 2 cose che già rivoluzionerebbero l'Italia.
Critica: come hai potuto credere che Berlusconi potese realizzare una sola di queste cose?
sabato 20 novembre 2010
i valori della sinistra
quali sono i valori della sinistra?
Bersani dice: difesa della costituzione,
equiparazione della ricchezza,
mercato che funzioni, ma la salute, la sicurezza e l'istruzione non devono fare parte del mercato,
unità nazionale e di razza: si fa per tutti, flessibilità non vuol dire lavoro precario tutta la vita,
valorizzazione della dignità femminile,
attenzione alla natura,
il bambino figlio di immigrati è italiano,
un uomo nella sofferenza deve essere rispettato per la propira dignità,
laicità,
dovrebbero governare le persone "perbene"
la pace: no odio, no violenza, no tortura, no pena di morte, combattere l'aggressività
prendere la parte del più debole e non quella del più forte
Certo valori che condivido ma mi chiedo:
la difesa della laicità sui problemi di coscienza sono condivisi da tutte le componenti del PD?
Per dare istruzione e diritto alla salute di tutti come si pensa di ristrutturare la scuola, l'università, gli ospedali?
Per l'esubero di personale che non produce la SINISTRA sarebbe d'accordo al licenziamento?
Il merito e la produttività possono essere "conditio sine qua non" per garantirsi il prorpio lavoro?
Il baronato universitario come si sconfigge?
Ecco al di là dei valori vorrei sapere come concretamente Bersani vorrebbe cambiare questa società
Forse la cosa più bella perchè dovrebbe essere dentro di noi è la frase: prendere la parte del più debole e non quella del più forte, questo oggi per i valori che circolano è rivoluzionario!
Bersani dice: difesa della costituzione,
equiparazione della ricchezza,
mercato che funzioni, ma la salute, la sicurezza e l'istruzione non devono fare parte del mercato,
unità nazionale e di razza: si fa per tutti, flessibilità non vuol dire lavoro precario tutta la vita,
valorizzazione della dignità femminile,
attenzione alla natura,
il bambino figlio di immigrati è italiano,
un uomo nella sofferenza deve essere rispettato per la propira dignità,
laicità,
dovrebbero governare le persone "perbene"
la pace: no odio, no violenza, no tortura, no pena di morte, combattere l'aggressività
prendere la parte del più debole e non quella del più forte
Certo valori che condivido ma mi chiedo:
la difesa della laicità sui problemi di coscienza sono condivisi da tutte le componenti del PD?
Per dare istruzione e diritto alla salute di tutti come si pensa di ristrutturare la scuola, l'università, gli ospedali?
Per l'esubero di personale che non produce la SINISTRA sarebbe d'accordo al licenziamento?
Il merito e la produttività possono essere "conditio sine qua non" per garantirsi il prorpio lavoro?
Il baronato universitario come si sconfigge?
Ecco al di là dei valori vorrei sapere come concretamente Bersani vorrebbe cambiare questa società
Forse la cosa più bella perchè dovrebbe essere dentro di noi è la frase: prendere la parte del più debole e non quella del più forte, questo oggi per i valori che circolano è rivoluzionario!
vedendo vieni via con me ...
Sto ascoltando Vieni via con me - replay Rai Tre - e mi vien da ridere. Fazio e Orlando ... "che la nipote di MUBARAK NON FOSSE LA NIPOTE DI MUBARAK" LE COSE CHE NON AVREMMO MAI PENSATO POTESSERO ACCADERE!
"CHE GHEDDAFI PIANTASSE LE TENDE A ROMA!"
"CHE UN UOMO CHE VOLEVA METTERE LA BANDIERA ITALIANA NEL CESSO DIVENTA MINISTRO DELLA REPUBBLICA ITALIANA"
"CHE QUELLI DI SINISTRA TIFASSERO PRIMA PER INDRO MONTANELLI E POI PER FINI"
"CHE LA DC E IL PCI SI UNISSERO E UNITI PERDESSERO TUTTE LE ELEZIONI!"
Ascoltando Cicirinella di De André cantata dal figlio .. BELLISSIMA!
Passiamo a Saviano, voglio infatti capire questa polemica che è sfociata dopo la trasmissione. "Nel mito fondativo delle mafie, regole e disciplina sono fondamentali da comprendere: non sono interessi confusi ma tutto funziona attraverso rituali, dall'affiliazione con il giuramento .." Già questo fa riflettere "fino alla morte si sceglie questa famiglia per sempre "fino alla morte"! Chi può avere certezza di fare un patto per sempre fino alla morte, è la negazione dell'evoluzione, della crescita, del cambiamento, che pure sono valori! Per questo si è disposti a vivere in un bunker, con una filosofia di vita di privazioni e senza affetti: però c'è il potere: ci sono anche i soldi spesi per cose che non si possono godere, però c'è il potere. Il potere vissuto dentro una tana! "La Lombardia è la capitale degli investimenti criminali ...il futuro delle mafie sarà quello di staccarsi da quelle del Sud ... viene eletto un mediatore fra la mafia del Nord e la Lombardia ... l'organizzazione cerca il potere della politica ... a nord interloquisce con la Lega Nord ..." Non mi sembra che il Ministro dell'Interno possa sentirsi così tirato in causa. Mi sembrano cose ovvie che la mafia cerchi il potere, sta caso mai alla Lega non farsi coinvolgere, certo le affermazioni di Miglio sono veramente inquietanti, come si fa a pensare che la mafia si debba costituzionalizzare?
http://www.vieniviaconme.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a95c8396-60c8-44ec-8b9a-6c0ffe99773f.html
"CHE GHEDDAFI PIANTASSE LE TENDE A ROMA!"
"CHE UN UOMO CHE VOLEVA METTERE LA BANDIERA ITALIANA NEL CESSO DIVENTA MINISTRO DELLA REPUBBLICA ITALIANA"
"CHE QUELLI DI SINISTRA TIFASSERO PRIMA PER INDRO MONTANELLI E POI PER FINI"
"CHE LA DC E IL PCI SI UNISSERO E UNITI PERDESSERO TUTTE LE ELEZIONI!"
Ascoltando Cicirinella di De André cantata dal figlio .. BELLISSIMA!
Passiamo a Saviano, voglio infatti capire questa polemica che è sfociata dopo la trasmissione. "Nel mito fondativo delle mafie, regole e disciplina sono fondamentali da comprendere: non sono interessi confusi ma tutto funziona attraverso rituali, dall'affiliazione con il giuramento .." Già questo fa riflettere "fino alla morte si sceglie questa famiglia per sempre "fino alla morte"! Chi può avere certezza di fare un patto per sempre fino alla morte, è la negazione dell'evoluzione, della crescita, del cambiamento, che pure sono valori! Per questo si è disposti a vivere in un bunker, con una filosofia di vita di privazioni e senza affetti: però c'è il potere: ci sono anche i soldi spesi per cose che non si possono godere, però c'è il potere. Il potere vissuto dentro una tana! "La Lombardia è la capitale degli investimenti criminali ...il futuro delle mafie sarà quello di staccarsi da quelle del Sud ... viene eletto un mediatore fra la mafia del Nord e la Lombardia ... l'organizzazione cerca il potere della politica ... a nord interloquisce con la Lega Nord ..." Non mi sembra che il Ministro dell'Interno possa sentirsi così tirato in causa. Mi sembrano cose ovvie che la mafia cerchi il potere, sta caso mai alla Lega non farsi coinvolgere, certo le affermazioni di Miglio sono veramente inquietanti, come si fa a pensare che la mafia si debba costituzionalizzare?
http://www.vieniviaconme.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a95c8396-60c8-44ec-8b9a-6c0ffe99773f.html
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lunedì 25 ottobre 2010
turista o viaggiatore: il dilemma di sempre
Da sempre ho amato viaggiare, sostanzialmente perché sono una persona curiosa, che vuole conoscere “sapori” diversi da quelli della nostra tradizione, che ama capire tradizioni e abitudini lontane dalle nostre, che crede fermamente che viaggiare è ampliare gli orizzonti culturali. Non ho mai pensato che noi siamo migliori di altre popolazioni, e neanche peggiori, ma mi sono infilata dentro le altre culture amandone la diversità, da sempre ho amato leggere i viaggiatori del Settecento e dell’Ottocento, idealizzati quali “veri” viaggiatori.
Non amo tornare a casa alla fine del viaggio, o del “tour” e per questo ho sempre pensato di essere un viaggiatore piuttosto che un “tourista”, perché come fa dire Paul Bowles a Kit nel “Il tè nel deserto” : il turista pensa sempre di tornare a casa durante il viaggio.
Accettare le culture diverse o paragonare sempre tutto con la nostra cultura?O ancora: mangiare la pastasciutta e dire che non la sanno cucinare o gustare i deliziosi "brie" di Tunisi?
Certo ora il Kebab lo mangiamo anche in Italia e quindi andare ad Istambul per mangiare il kebab sul ponte di Galata potrebbe non affascinare più!
Ma è comunque un'altra cosa!L’eroe del viaggio di stampo romantico è in effetti inseguito da un’ombra: il turista che ne scimmiotta le gesta, senza nobiltà e senza cultura.
Secondo me la globalizzazione è una brutta bestia che ha rovinato anche il gusto di viaggiare, di assaggiare cibi non conosciuti, di portare souvenir introvabili, di vivere esperienze che - anche se penso che si possano vivere solo nei luoghi originari - abbiamo già costruito tramite i media in un nostro immaginario dovuto anche alla televisione, che ce li fa conoscere e giudicare senza neanche viverli!
E quindi ci arricchiamo di NON VISSUTO, il che rasenta la tragedia, cosa c'è di più bello che VIVERE le cose, assaporarle, guardarle, entrarci dentro?
Da un altro punto di vista interessante è anche capire perché, in una determinata cultura e in un determinato momento storico, una persona che viaggia può apparire eroica o antieroica.
Ho visitato luoghi quali il centro Africa o l’India, ma anche il Guatemala, o Matchu Picchu, che sono per sempre dentro di me, ed avere un’agenzia di viaggi significa poter trasferire queste emozioni, avere il gusto di scegliere cosa meglio far vivere per emozionare gli altri, con la passione e la cura del dettaglio che ho sempre messo nel mio lavoro da sempre, che è organizzare congressi.
domenica 12 settembre 2010
ogni tanto si perde il proprio centro
ogni tanto si perde il proprio centro, che significa? noi tutti abbiamo un centro, qualcosa che ci fa stare solidi, che ci tiene fissi, ancorati, e poi ogni tanto questo si spezza, allora ci si confonde, ci si sente fuori dal mondo, incompresi da tutti, "sbarellati" e bisogno assolutamente bisogna trovare e circondarti di persone che ti sostengono e ti fanno ritrovare il tuoi ancoraggio.
Io oggi ho perso il mio centro, sono arrivata a un punto di non ritorno, non ho più avuto voglia di salvare le apparenze, di mediare, BASTA!!!!!!
E le conseguenze? Si ci saranno, ma chi se ne frega!
Non si può sempre mediare pensando che così si mantiene una situazione stabile, oramai la stabilità è andata, oramai c'è solo la confusione, oramai non si può trattenere quello che non c'è più.
E allora tanto vale lasciarlo andare, e sentirsi liberi, quella sensazione di fluidità, di instabilità, che certamente attanaglia, fa paura, ma tant'è! La solitudine si dimostra in modi diversi, la solitudine è la mancanza di dialogo, di qualcosa da dirsi, di qualcosa a cui ancorarsi, io sono sola comunque, quasi atavicamente. E allora basta con le finzioni e l'ipocrisia, le persone più importanti della mia vita, quelle a cui avrebbe senso attaccarsi non ci sono più, il vento della morte le ha spazzate, lasciando un grande vuoto e io sono in cerca di un nuovo centro, di un nuovo ancoraggio. Dalle crisi nasce sempre un nuovo inizio e nuova risorsa, ecco spero che dentro di me nasca qualcosa.
Da una crisi esistenziale si deve pur uscire, si deve pur trovare qualcosa, un sostegno, che ti dia un nuovo apporto e un nuovo benessere, me lo auguro! E forse me lo merito.
venerdì 2 luglio 2010
viaggio in canada
La signorie du triton, questo è stato il mio primo impatto con il quebeck.
La natura, lo spazio, il silenzio, questa è la triade che più descrive il Canada, o meglio la regione del Québeck, che poi è l'unica che ho visitato.
Laghi, boschi, passeggiate, silenzio, letture, relax, canoa, ancora boschi, ancora laghi, barbecue nel bosco e trote appena pescate.
Il paradiso, tutto essenziale, forse troppo, ma il silenzio ripaga in termini di relax mentale, ed è importante.
lo spazio infinito fa si che ognuno possa vivere distaccato da altri, senza il sovraffollamanento dei nostri condomini, con le liti e l'insofferenza che ne deriva.
Certo non so se la solitudine, che comunque resta il contrario dell'affollamento, non crei altre patologie, non so penso all'alcolismo o al suicidio.
Infatti queste case tutte uguali nelle strade un pò fuori dagli agglomerati urbani, incutono una certa tristezza, fanno pensare alla totale e completa solitudine.
Mentre sicuramente una vacanza rilassa, allontana dallo stress, rimette in sesto.
A me è piaciuta molta questa full immersion nella natura.
La natura, lo spazio, il silenzio, questa è la triade che più descrive il Canada, o meglio la regione del Québeck, che poi è l'unica che ho visitato.
Laghi, boschi, passeggiate, silenzio, letture, relax, canoa, ancora boschi, ancora laghi, barbecue nel bosco e trote appena pescate.
Il paradiso, tutto essenziale, forse troppo, ma il silenzio ripaga in termini di relax mentale, ed è importante.
lo spazio infinito fa si che ognuno possa vivere distaccato da altri, senza il sovraffollamanento dei nostri condomini, con le liti e l'insofferenza che ne deriva.
Certo non so se la solitudine, che comunque resta il contrario dell'affollamento, non crei altre patologie, non so penso all'alcolismo o al suicidio.
Infatti queste case tutte uguali nelle strade un pò fuori dagli agglomerati urbani, incutono una certa tristezza, fanno pensare alla totale e completa solitudine.
Mentre sicuramente una vacanza rilassa, allontana dallo stress, rimette in sesto.
A me è piaciuta molta questa full immersion nella natura.
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