mercoledì 11 marzo 2020

stare a casa

chissà quante infinite volte ho desiderato stare a casa piuttosto che andare a lavorare, piuttosto che essere costretta a fare levatacce anche con la febbre, chissà quante volte ho desiderato di andare in pensione per dedicarmi alle cose che mi piace fare e poi inaspettatamente nel giro di pochi giorni eccomi a casa, senza più lavoro, senza neanche avere la possibilità di fare le cose che mi piace fare: viaggiare, non si può, andare al cinema, non si può, andare in palestra per dedicarmi più a me stessa, non si può, leggere, si questo si può.
Ma quanto è difficile cambiare da un giorno all'altro stile di vita, senza sapere per quanto tempo, senza sapere se sarà efficace, anzi avendo poco da fare con il pensiero costante e la domanda persistente: mi ammalerò?
La paura a volte ti attanaglia e ti fa vedere un mondo che non è, ti fa avere percezioni che non sono, sintomi anche, la paura diventa panico, e questa è una parte di me.
Poi c'è l'altra parte che ride e cerca di sdrammatizzare la paura, che pensa che in fondo non è male prendersi un pò di tempo per se stessi e leggere, fare la cyclette senza per questo mettere la sveglia mezz'ora prima, insomma darsi un tempo dilazionato, e questo tempo come sarà? Sarà una lama, è un tempo sprecato se il futuro promette il virus, è un tempo in cui bisognerebbe decidere cose importanti, non lasciare tutto come se non stesse avvenendo nulla, insomma è un tempo difficile da gestire. 
Però si deve fare e troveremo un adattamento, scrivere e leggere saranno gli utili e piacevoli divertimenti, diversivi, ma anche stare un pò coi gattini, magari riuscire ad educarli, chissà? Ma tutto questo tempo quanto tempo sarà? Sarà un tempo che mi farà finire di pensare di avere tutto organizzato e sotto controllo, sarà un tempo in cui riuscirò a far scorrere la vita come viene e per quanto tempo viene, senza fissarla, senza ingabbiarla, così...da sola, senza la mia mente dominatrice, chissà

martedì 23 maggio 2017

E poi c'è la mia isola ... Salina
Con i suoi silenzi interrotti dal rumore dell'aliscafo, il verde prorompente, la vegetazione rigogliosa, i colori intensi, il mare blu, tutto questo con il sole.
Ma nelle giornate grigie, rare, c'è un velo di tristezza che ti avvolge, assieme all'umidità che ti rende anchilosata, e questa rigidità permea anche i tuoi pensieri,,,
Oggi è invece solare, Panarea poggiata sul mare, come il guscio di una tartaruga gigante, il solito fumo sopra Stromboli, Lipari con la pietra bianca che si intravede.
Tutto sembra armonioso e ti riconcili con il mondo, le nefandezze, gli attentati, la brutta politica, le fake news costanti appena ti colleghi, insomma i fastidi della comunicazione globale.
Qui ci si isola, e fa piacere, il migliore amico è senz'altro un libro, sto leggendo in francesce merci pour ce moment di Valerie, la ex compagna di Hollande.
Un libro scritto per ferire quest'uomo, che certo non è uno dei migliori esemplari di uomo, mi sfuggono delle parole e non ho voglia di cercarle nel vocabolario, ma lei vuole dimostrare il suo grande amore e fa la vittima, mentre secondo me sin dal bacio pubblico alla sua elezione è una donna che mira abbastanza al potere.
Vedremo come si evolve.
Questo libro-pettegolezzo, quindi leggero si adatta a questa terrazza placida, con lievi rumori di foglie, che invita al dolce far nulla.




domenica 30 aprile 2017

Meteora
Cammini verso Kalampaka e a un certo punto vedi queste meraviglie: rocce che esplodono in altezza dalla verdissima campagna e che hanno in cima un Monastero.
Puoi arrivare da Parga con una modernissima autostrada, costruita con i soldi della Comunità Europea, oppure attraversando l'Attica, ma alla fine si è ripagati dalla splendida vista.
Ci si inerpica su questa strada che porta ai 6 Monasteri oggi abitati, si sale sia da Kalampaka che da Kastraki, i due paesini alle pendici.
Salendo da Kastraki il primo Monastero è piccolo, ma è uno dei più belli, infatti è abitato da un solo eremita ed essendo piccolo ha una magnifica chiesa visitabile è una panoramica terrazza.
Lo spazio della cella del monaco non è visitabile, tutto è molto piccolo e concentrato.
Bello, affascinante, continuando per gli altri Monasteri ne troviamo 2 veramente grandi, ma io trovo che perdono il fascino, perché hanno costruito delle aree per i visitatori e quindi si perde un po' lo spirito dell'eremitaggio.
Poi certo le chiese sono sempre belle e i panorami mozzafiato.
L'impatto visivo e' veramente spettacolare




domenica 23 aprile 2017

Delphi vale un viaggio.
Sito archeologico molto vasto, affascinante, euro 12,00 e ci passi una giornata.
Sotto il Monte Parnaso, inizi a camminare e vedi quelli che dovevano essere gli " ex voto" dei greci dal VII secoli a.C. : da statue personali a templi costruiti dagli Ateniesi dopo la vittoria di una battaglia.
Poi sali ancora e vedi quello che fu il luogo dove la Pithia predisse che Troia sarebbe stata sconfitta.
Poi trovi un bellissimo teatro greco e continuando a salire lo Stadium.
Mancano tante cose che poi ritrovi al Museo, bellissime statue, epigrafi intere.
Tutto questo per venerare Apollo.
Poi prosegui per Arachova, ma a pochi kilometri trovi un altro sito che venera Atena, dove c'erano addirittura 4 templi e una tholos.

Bellissimo, poi oggi questa giornata soleggiata con l'aria frizzante, ancora invernale, un'aria asciutta, da vento del Nord.

Abbiamo dormito all'hotel Amalia, molto confortevole, con una bella vista sul golfo di Corinto.
Un'atmosfera di montagna con il camino a due passi dal mare, con i colori decisi e un bellissimo tramonto.
Le foto:
La tholos di Athena
Il teatro di Delphi
La vista del Golfo di Corinto dall'hotel Amalia di Delphi


E non leggete silenziosi, commentate...

domenica 26 marzo 2017

quanta ipocrisia...
sono delusa a gran parte della gente che conosco, quello che sovrasta è opportunismo e grande ipocrisia.
sono delusa nel constatare che l'amicizia non interessa più, se non ipocritamente per passare "tempo" assieme, senza minimamente interessarsi veramente dell'altro.
il dilemma è contnuare a frequentare o isolarsi del tutto, perchè questo è il vero rischio: se iniziamo a essere selettivi, restiamo soli, perchè non ci sono grandi esempi e veri valori...
eppure sono cresciuta con il grande valore dell'amicizzia, che ora capiso ahimè essere obsoleto.

Il top del top della delusione sono i Club service, un covo di arrivisti che scavalcano totalmente la dimensione dei rapporti umani e ipocritamente e selvaggiamente incoronano il proprio ego ai danni di chiunque, ingannando tutti e facendo credere che fanno "servizio", che terribile delusione...
STARE ALLA LARGA...

domenica 12 marzo 2017

Un giorno, all’improvviso mentre ti starai pettinando, in silenzio o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi. Un giorno, all’improvviso pedalando veloce sotto le prime gocce di una calda pioggia di settembre sentirai un odore arrivarti al naso e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo. Un giorno, all’improvviso farai qualcosa che facevo anch’io proprio allo stesso modo in cui la facevo io e te ne meraviglierai moltissimo perché non avresti mai pensato di potermi somigliare così tanto. Un giorno, all’improvviso ti guarderai il dorso delle mani e con il pollice e l’indice ti pizzicherai la pelle , sollevandola e conterai il tempo che impiega a stendersi pensando a quando lo facevi alle mie mani Un giorno, all’improvviso ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio mi chiederai scusa per le volte che ho pianto sapendo già che ti son state tutte perdonate. E ti mancherò da fare male Ma sarò con te in ogni gesto o nel muoversi delle foglie nel frusciare di un gatto nel giardino o nelle orme di un pettirosso sulla neve come solo l’eterna presenza di una madre lo può. C. Turroni

ALZHEIMER


I miei passi spersi nel sentiero.
Mi aggrappo, tentoni, alle nuvole nel cielo
in cerca di certezze.
Inconsistenti, come il mio futuro.
Son caduta, incespicando nella vita, e non potrò rialzarmi.
Ero troppo sicura, adesso lo so.
E poi, un gesto, una parola, una diagnosi,
come una sentenza, senza appello.
La vita si frantuma.
Voglio raccattare gli istanti passati.
Fare una teca dei miei ricordi.
Fin quando, svegliandomi,
riconoscerò il tuo viso, ricorderò il tuo nome?
Cammino verso il ciglio.
Voglio affogare la mia disperazione.
Gridare al mondo che non si può,
non si può vivere senza ricordi,
senza un passato,
senza speranza.
Farla finita mentre ancora so chi sono,
per morire con dignità.
Voglio farlo adesso,
prima che il mio corpo
scenda nell’abisso della miseria umana,
lasciando solo un involucro vuoto.
La sua mano mi trattiene.
“Piangi?” Mi chiede baciandomi.
“No, son solo gocce di pioggia nel vento”.

FLOREANA NATIVO