lunedì 16 marzo 2020

La nuova fratellanza di Massimo Recalcati in “la Repubblica” del 14 marzo 2020

I nazisti ci hanno insegnato la libertà, ha scritto una volta Jean Paul Sartre all’indomani della liberazione dell’Europa dal nazifascismo.
Per apprezzare davvero qualcosa come la libertà, bisognerebbe dunque perderla e poi riconquistarla? Ma non sta forse accadendo qualcosa di simile con la tremenda pandemia del coronavirus? La sua spietata lezione smantella in modo altamente traumatico la più banale e condivisa concezione della libertà. La libertà non è, diversamente dalla nostra credenza illusoria, una sorta di “proprietà”, un attributo della nostra individualità, del nostro Ego, non coincide affatto con la volubilità dei nostri capricci. Se così fosse, noi saremmo oggi tutti spogliati della nostra libertà. Vedremmo nelle nostre città deserte la stessa agonia a cui essa è consegnata. Ma se, invece, la diffusione del virus ci obbligasse a modificare il nostro sguardo provando a cogliere tutti i limiti di questa concezione “proprietaria” della libertà? È proprio su questo punto che il Covid-19 insegna qualcosa di tremendamente vero.

Questo virus è una figura sistemica della globalizzazione; non conosce confini, Stati, lingue, sovranità, infetta senza rispetto per ruoli o gerarchie. La sua diffusione è senza frontiere, pandemica appunto. Da qui nasce la necessità di edificare confini e barriere protettive. Non però quelle a cui ci ha abituati il sovranismo identitario, ma come un gesto di solidarietà e di fratellanza. Se i nazisti ci hanno insegnato ad essere liberi sottraendoci la libertà e obbligandoci a riconquistarla, il virus ci insegna invece che la libertà non può essere vissuta senza il senso della solidarietà, che la libertà scissa dalla solidarietà è puro arbitrio. Lo insegna, paradossalmente, consegnandoci alle nostre case, costringendoci a barricarci, a non toccarci, ad isolarci, confinandoci in spazi chiusi. In questo modo ci obbliga a ribaltare la nostra idea superficiale di libertà mostrandoci che essa non è una proprietà dell’Ego, non esclude affatto il vincolo ma lo suppone. La libertà non è una manifestazione del potere dell’Ego, non è liberazione dall’Altro, ma è sempre iscritta in un legame. Non è forse questa la tremendissima lezione del Covid-19? Nessuno si salva da solo; la mia salvezza non dipende solo dai miei atti, ma anche da quelli dell’Altro.

Ma non è forse sempre così? Ci voleva davvero questa lezione traumatica a ricordarcelo? Se i nazisti ci hanno insegnato la libertà privandocene, il coronavirus ci insegna il valore della solidarietà esponendoci all’impotenza inerme della nostra esistenza individuale; nessuno può esistere come un Ego chiuso su se stesso perché la mia libertà senza l’Altro sarebbe vana. Il paradosso è che questo insegnamento avviene proprio attraverso l’atto necessario del nostro ritiro dal mondo e dalle relazioni, del nostro rinchiuderci in casa. Si tratta però di valorizzare la natura altamente civile e profondamente sociale, dunque assolutamente solidale, di questo apparente “isolamento” che, a ben guardare, tale non è. Non solo perché l’Altro è sempre presente anche nella forma della mancanza o dell’assenza, ma perché questa auto-reclusione necessaria è, per chi la compie, un atto di profonda solidarietà e non un semplice ritiro fobico-egoistico dal mondo. In primo piano non è qui tanto il sacrificio della nostra libertà, ma l’esercizio pieno della libertà nella sua forma più alta. Essere liberi nell’assoluta responsabilità che ogni libertà comporta significa infatti non dimenticare mai le conseguenze dei nostri atti. L’atto che non tiene conto delle sue conseguenze è un atto che non contempla la responsabilità, dunque non è un atto profondamente libero.

L’atto radicalmente libero è l’atto che sa assumere responsabilmente tutte le sue conseguenze. In questo caso le conseguenze dei nostri atti investono la nostra vita, quella degli altri e quella del nostro intero Paese. In questo modo il nostro bizzarro isolamento ci mette in rapporto non solo alle persone con le quali lo condividiamo materialmente, ma con altri, altri sconosciuti e fratelli al tempo stesso. La lezione tremendissima del virus ci introduce forzatamente nella porta stretta della fratellanza senza la quale libertà e uguaglianza sarebbero parole monche. In questo strano e surreale isolamento noi stabiliamo una inedita connessione con la vita del fratello sconosciuto e con quella più ampia della polis . In questo modo siamo davvero pienamente sociali, siamo davvero pienamente liberi.


Elenco delle cose che sto imparando in questi giorni:

1. Priorità nella scala dei valori 

2. Ricordarsi di questo quando tutto ciò sarà finito

3. L'importanza della vicinanza delle persone a cui teniamo

4. Non siamo onnipotenti e padroni del nostro destino come credevamo di essere

5. Quante cose abbiamo dato per scontato?

6. In un periodo globale in cui ognuno è un sè con il proprio cellulare, capire che solo dalla solidarietà e il rispetto degli altri ci possiamo salvare: se io ho voglia di uscire e prendere aria e se lo pensano tutti faccio del male, il senso di solidarietà mi impone di stare a casa

7. Chissà se l’ecosistema non si sia ribellato e per avere l'aria pulita ci ha messo in ginocchio

8. La solidarietà sociale passa anche il pagamento delle tasse: è evidente che chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua.

9.  Ho capito che i confini non esistono e che siamo tutti sulla stessa barca, a dispetto di chi vuole chiudere i porti: il mondo oramai è globale, nel bene e nel male

#iorestoacasa

sabato 14 marzo 2020

come passano le giornate in Italia al tempo del coronavirus #passatempi #iorestoacasa

tanti, troppi whatsapp con vignette, sembra un'isteria cronica
invece sarebbe meglio concentrarsi su di se, quali cose hai sempre rimandatodi fare a casa? Falle
Questo silenzio che viene dalle strade è inabituale, veramente strano, è come se ci invitasse a riflettere, a concentrarci su di noi.
Secondo me costretti a casa insieme si rafforzano i rapporti, perchè si dipende dall'altro, bisogna stare attenti a ciò che che si dice, non c'è la fretta che ci accomagnava prima, possiamo ascoltare, possiamo giocare, possiamo passare del tempo insieme.
Poi ci sono quelli he rifuggono da tutto, che pensano di essere immortali e metteranno a rischio la propria famiglia, bisogna avere tanto rispetto per chi convive con noi.
E poi c'è l'attesa: la prossima settimana avremo il picco, e ci domandiamo: mi salverò?
E poi c'è il video che se non hai paura e ascolti Bach ce la fai e se ascolti il gatto che viene verso di te ti terrorizzi e muori: esperimento fatto sui topi...
Tutti scrivono maniacalmente cazzate, come se fossimo tutti uguali,come se le reazioni che abbiamo non vengono fuori dal nostro background, dalla diversa età, e tutto cambia in base a questo.
Invece questi blocchi vituali: si fa così, non si fa così
Domani mattina vorrei stare con il cellulare spento,magari mi vengono idee che il telefono comprime, del resto se devo stare a casa vorrei impegnare il mio tempo meglio e non a bighellonare con il cellulare in mano.
Leggere
domani vediamo com'è questo nuovo libro che ho scaricato sul kindle
Quando leggo intraprendo un viaggio nella storia del libro,mi immedesimo con i personaggi, entro nella storia, quasi morbosamente devo vedere le evoluzioni fino alla fine, per questo mi piace leggere d'estate,perchè sono completamente libera, però anche adesso...
 

mercoledì 11 marzo 2020

stare a casa

chissà quante infinite volte ho desiderato stare a casa piuttosto che andare a lavorare, piuttosto che essere costretta a fare levatacce anche con la febbre, chissà quante volte ho desiderato di andare in pensione per dedicarmi alle cose che mi piace fare e poi inaspettatamente nel giro di pochi giorni eccomi a casa, senza più lavoro, senza neanche avere la possibilità di fare le cose che mi piace fare: viaggiare, non si può, andare al cinema, non si può, andare in palestra per dedicarmi più a me stessa, non si può, leggere, si questo si può.
Ma quanto è difficile cambiare da un giorno all'altro stile di vita, senza sapere per quanto tempo, senza sapere se sarà efficace, anzi avendo poco da fare con il pensiero costante e la domanda persistente: mi ammalerò?
La paura a volte ti attanaglia e ti fa vedere un mondo che non è, ti fa avere percezioni che non sono, sintomi anche, la paura diventa panico, e questa è una parte di me.
Poi c'è l'altra parte che ride e cerca di sdrammatizzare la paura, che pensa che in fondo non è male prendersi un pò di tempo per se stessi e leggere, fare la cyclette senza per questo mettere la sveglia mezz'ora prima, insomma darsi un tempo dilazionato, e questo tempo come sarà? Sarà una lama, è un tempo sprecato se il futuro promette il virus, è un tempo in cui bisognerebbe decidere cose importanti, non lasciare tutto come se non stesse avvenendo nulla, insomma è un tempo difficile da gestire. 
Però si deve fare e troveremo un adattamento, scrivere e leggere saranno gli utili e piacevoli divertimenti, diversivi, ma anche stare un pò coi gattini, magari riuscire ad educarli, chissà? Ma tutto questo tempo quanto tempo sarà? Sarà un tempo che mi farà finire di pensare di avere tutto organizzato e sotto controllo, sarà un tempo in cui riuscirò a far scorrere la vita come viene e per quanto tempo viene, senza fissarla, senza ingabbiarla, così...da sola, senza la mia mente dominatrice, chissà

martedì 23 maggio 2017

E poi c'è la mia isola ... Salina
Con i suoi silenzi interrotti dal rumore dell'aliscafo, il verde prorompente, la vegetazione rigogliosa, i colori intensi, il mare blu, tutto questo con il sole.
Ma nelle giornate grigie, rare, c'è un velo di tristezza che ti avvolge, assieme all'umidità che ti rende anchilosata, e questa rigidità permea anche i tuoi pensieri,,,
Oggi è invece solare, Panarea poggiata sul mare, come il guscio di una tartaruga gigante, il solito fumo sopra Stromboli, Lipari con la pietra bianca che si intravede.
Tutto sembra armonioso e ti riconcili con il mondo, le nefandezze, gli attentati, la brutta politica, le fake news costanti appena ti colleghi, insomma i fastidi della comunicazione globale.
Qui ci si isola, e fa piacere, il migliore amico è senz'altro un libro, sto leggendo in francesce merci pour ce moment di Valerie, la ex compagna di Hollande.
Un libro scritto per ferire quest'uomo, che certo non è uno dei migliori esemplari di uomo, mi sfuggono delle parole e non ho voglia di cercarle nel vocabolario, ma lei vuole dimostrare il suo grande amore e fa la vittima, mentre secondo me sin dal bacio pubblico alla sua elezione è una donna che mira abbastanza al potere.
Vedremo come si evolve.
Questo libro-pettegolezzo, quindi leggero si adatta a questa terrazza placida, con lievi rumori di foglie, che invita al dolce far nulla.




domenica 30 aprile 2017

Meteora
Cammini verso Kalampaka e a un certo punto vedi queste meraviglie: rocce che esplodono in altezza dalla verdissima campagna e che hanno in cima un Monastero.
Puoi arrivare da Parga con una modernissima autostrada, costruita con i soldi della Comunità Europea, oppure attraversando l'Attica, ma alla fine si è ripagati dalla splendida vista.
Ci si inerpica su questa strada che porta ai 6 Monasteri oggi abitati, si sale sia da Kalampaka che da Kastraki, i due paesini alle pendici.
Salendo da Kastraki il primo Monastero è piccolo, ma è uno dei più belli, infatti è abitato da un solo eremita ed essendo piccolo ha una magnifica chiesa visitabile è una panoramica terrazza.
Lo spazio della cella del monaco non è visitabile, tutto è molto piccolo e concentrato.
Bello, affascinante, continuando per gli altri Monasteri ne troviamo 2 veramente grandi, ma io trovo che perdono il fascino, perché hanno costruito delle aree per i visitatori e quindi si perde un po' lo spirito dell'eremitaggio.
Poi certo le chiese sono sempre belle e i panorami mozzafiato.
L'impatto visivo e' veramente spettacolare




domenica 23 aprile 2017

Delphi vale un viaggio.
Sito archeologico molto vasto, affascinante, euro 12,00 e ci passi una giornata.
Sotto il Monte Parnaso, inizi a camminare e vedi quelli che dovevano essere gli " ex voto" dei greci dal VII secoli a.C. : da statue personali a templi costruiti dagli Ateniesi dopo la vittoria di una battaglia.
Poi sali ancora e vedi quello che fu il luogo dove la Pithia predisse che Troia sarebbe stata sconfitta.
Poi trovi un bellissimo teatro greco e continuando a salire lo Stadium.
Mancano tante cose che poi ritrovi al Museo, bellissime statue, epigrafi intere.
Tutto questo per venerare Apollo.
Poi prosegui per Arachova, ma a pochi kilometri trovi un altro sito che venera Atena, dove c'erano addirittura 4 templi e una tholos.

Bellissimo, poi oggi questa giornata soleggiata con l'aria frizzante, ancora invernale, un'aria asciutta, da vento del Nord.

Abbiamo dormito all'hotel Amalia, molto confortevole, con una bella vista sul golfo di Corinto.
Un'atmosfera di montagna con il camino a due passi dal mare, con i colori decisi e un bellissimo tramonto.
Le foto:
La tholos di Athena
Il teatro di Delphi
La vista del Golfo di Corinto dall'hotel Amalia di Delphi


E non leggete silenziosi, commentate...