sabato 1 maggio 2010

la singletudine

La "singletudine" è una classica condizione femminile sia delle donne "maritate" che realmente "single".
Infatti un desiderio classicamente femminile è la comunicazione profonda, entrare nel merito dei problemi, sviscerarli e parlarne, condividendone emozioni, sensazioni.
Le donne single hanno questa sfera soddisfatta dalle loro amicizie femminili, dalla loro sfera affettiva sostitutiva della "famiglia" intesa classicamente.
Per le donne con una famiglia da portare avanti è più difficile avere questa sfera soddisfatta, perchè hanno meno tempo da dedicare alle amicizie femminili e quindi sono più immerse nella routine che la famiglia impone.
I mariti non sono certamente le persone adatte a parlare in profondità, normalmente il genere maschile ha meno l'esigenza di analizzare i problemi e quindi è più chiuso.
E allora le donne oggi soffrono questa mancanza di dialogo, che negli anni passati veniva intesa come sorellanza, e comunque il dialogo ha sempre portato ai cambiamenti, infatti gli anni passati il grande confronto fra le donne ha portato cambiamenti epocali nella divisione dei ruoli uomo/donna, con le conquiste indiscutibili nell'ambito dei diritti civili.
E allora "parliamone", cerchiamo altri ambiti di dialogo, internet, i social network, altri ambiti che possono aiutare al confronto dei nostri problemi: personali, familiari, lavorativi, sociali.

sabato 10 aprile 2010

riuscire a dire addio

Volevo fare una riflessione sul distacco: riuscire a dire addio e farlo consapevolmente. Quando un nostro familiare non c'è più si è presi dallo sgomento del distacco, una forma di tristezza, di incapacità nostra a fermare il tempo, a dire addio con semplicità... Dire addio consapevolmente significa fare una riflessione globale sul significato della vita e della morte, significa dover prendere atto che l'unica cosa certa che abbiamo è la fine della nostra vita, e questo è il destino di tutti segnato fin dalla nascita. Per andare dove, per continuare come, tutto questo non lo sappiamo, o quanto meno chi crede nell'al di là ha una sua precisa visione, chi crede nella metempsicosi ne ha un'altra, ma assolutamente nessuno di noi ha la certezza di come finirà la nostra esistenza. Però viviamo, anzi ci ostiniamo a vivere come se fossimo eterni: non sarebbe meglio fermarci un momento e riflettere che rimandare le cose che ci interessano di più forse non ha molto senso, posto che non siamo eterni, cogliere il significato profondo dell'esistenza ci aiuterebbe anche a saper dir addio e vivere da mortali, quali siamo. Invece litighiamo, cerchiamo fama, ricchezza, eternità, in fondo se ci pensiamo la nostra vita è un'eterna battaglia a lasciare segni indelebili di noi, e i figli sono l'apoteosi di tutto questo, affinchè almeno il nostro nome, ma anche il nostro cognome, la nostra casa, insomma un ricordo di noi non sparisca. Foto, filmati, acquisti continui, appunto viviamo come se fossimo eterni, invece in un solo momento finiamo di esistere e chi resta si stupisce sempre, come se di ciò non si avesse cosapevolezza.

domenica 28 febbraio 2010

Invictus: avvincente film di Eastwood

Un film avvincente: le partire di basket ti tengono con il fiato sospeso, il South Africa che vince i mondiali del 1995 con il capitano "motivato" da Nelson Mandela.
L'unificazione del paese è passata anche dallo sport per creare emozioni condivise fra i sostenitori dell' apartheid e i neri.
La squadra di basket Springbok è una squadra per cui gli africani non tifavano perchè era una squadra che si identificava con i bianchi, i neri avrebbero voluto anche cambiare il nome, ma da vero leader - Mandela - è un uomo che non divide ma unifica e unificando continua a far rivivere ai bianchi la passione per la propria squadra, ma riesce a motivare il capitano e a farne la squadra del paese. Con uno slogan ONE TEAM ONE COUNTRY porta la squadra nei sobborghi di Città del Capo e fa appassionare a questo sport i ragazzi neri che vivono nelle bidon ville.
Quando è la squadra nazionale e tale viene sentita, a questo punto i giocatori sentono che impegnarsi e vincere non è solo per loro ma per i 42 milioni di south africani che li sostengono.
L'unità e lo spirito di nazione passa anche dallo sport, dal competere insieme - come nazione - contro le altre squadre nazionali, fino alla avvincente partita finale vinta durante i mondiali del 1995.
Le riflessioni sono tante: il vero leader unisce e non divide, MA QUESTO L'ABBIAMO DETTO, MA è UN MESSAGGIO FORTE, E PER QUESTO VA RIPETUTO, è UN MESSAGGIO ANCHE CONTRO I SUOI PRIMI ELETTORI, CHE VORREBBERO UNA VENDETTA!
Ma l'intellegenza politica di Mandela fa si che applica il perdono come grande forza, perdona i suoi avversari di sempre, perchè crede nel grande progetto del SOUTH AFRICA unito e pacificato, e va avanti con il suo bellissimo motto che ognuno è artefice del suo destino e può esserlo sempre, una speranza che l'ha sostenuto nei 27 anni di prigionia e lo ha fatto diventare Presidente della repubblica SOUTH AFRICANA.

martedì 2 febbraio 2010

vacanze a Cortina d'Ampezzo

Località sciistica e paesino veramente di eccellenza. Grande ospitalità, impianti attrezzati, rifugi ben organizzati, vita mondana e negozi veramente belli.
Cortesia, forse anche di rito, ma cortesia degli Ampezzani.
Ci si sveglia al mattino con un bel cielo terso e queste montagne innevate, le punte rosa baciate dal sole, ogni giorno la temperatura e' già un'0ccupazione, perchè da questa dipenderà l'organizzazione della giornata.
Per chi non scia: passeggiata nel corso, caffè da Lovat, magari nella terrazza coperta vedendo bene le montagne, poi ancora una passeggiatina. Acquisti alla Cooperativa, tappa obbligata per una vacanza a Cortina d'Ampezzo.
La sera almeno una volta il VIP Club oppure cenette gustose negli hotel di Cortina, dove lo standard è comunque abbastanza elevato.
E cosi' giorno dopo giorno, scorre piacevolmente la settimana a Cortina e quando si rientra a casa rimane un piacevole ricordo, di relax ma anche di gioiosità. Del resto anche salendo in quota vedere Cortina è una bellezza: questo paesino innevato con il suo bel campanile imponente nella assolata vallata.

martedì 26 gennaio 2010

Film: La prima cosa bella

Ho visto questo film bellissimo, ma "troppo" strappalacrime ...di Virzì.
Anna, una donna solare, di un'allegria e una vitalità straripante, che viene a galla quando soprattutto lei invecchia ed ha ancora tanta energia. Il marito, il figlio, tutti pensano che sia una donna "leggera" ma non lo è , la sua unica relazione sarà con un avvocato con il consenso della di lui moglie che non può avere figli, e le "comprano" un figlio, in cambio di una casa finalmente "casa" da dare ai suoi primi due figli!
Per il resto anche con i suoi figli lei è sempre allegra, vuole farli crescere in allegria, le vicissitudini della sua vita non lo consentono, e così soprattutto il figlio maschio sarà un depresso, si rovinerà la vita, non vorrà più parlare e vedere sua madre, credendo che sia lei la fonte dei suoi guai.
Poi capirà tardi la sua vitalità e se ne farà un pò trascinare, fino ad un bagno finale, dove il simbolismo dell'acqua che lava tutto, è veramente poetico. Un pò come in India, questa ritualità del dopo funerale, che necessita grandi abluzioni, questo ricongiungimento con l'acqua - primo elemento di vita - che sola può rigenerarci.
Veramente un bel film, complesso, che analizza molto bene stereotipi, comportamenti e sentimenti.
Io ho comunque passato molto tempo a piangere e mi sto chiedendo quali corde ha toccato questo film nella mia vita!

Per saperne di piu: http://trovacinema.repubblica.it/film/la-prima-cosa-bella/385049

martedì 19 gennaio 2010

Metereopatia

Oggi c’è una pioggia costante, una giornata uggiosa, ed io che sono metereopatica soffro un pò… Mi sento grigia come il cielo, questa pioggia mi immalinconisce, e allora sogno il sole, il mare, e associo la solarità alla comunicazione e alla compagnia. Mentre associo la pioggia alla solitudine, al chiudersi dentro se stessi, a pensare e riflettere. Il dentro e il fuori di noi stessi, il dentro è la pioggia e il fuori il sole.
Si dice che la sindrome metereopatica colpisce soprattutto persone stressate, ansiose e stanche. ma sarà vero? Non potrebbe essere che semplicemente il grigiore del cielo si riflette nei nostri occhi, nella nostra mente, nel nostro cuore, creando un uguale “grigiore” umorale? La cura alla meteropatia è una regolare passeggiata all’aria aperta per attivare la produzione di serotonina ed endorfine per riabilitare l’organismo, ormai solito a vivere in ambienti climatizzati.ma passeggiare con la pioggia serve a cosa? Forse solo a inzupparci i piedi, a infreddolirci e a intristirci ancora di più!
Allora meglio un comodo divano, un plaid e un romanzo appassionante, che ci risveglierà la mente dal grigiore del cielo, e ci farà sognare, distrarre, andare verso nuovi orizzonti. Riserviamoci una bella passeggiata per una giornata primaverile dove il tepore ci riscalderà le ossa, la mente e di conseguenza l’umore.

Anche un buon bicchiere di vino rosso ti può scalda il cuore in una giornata uggiosa come oggi, mentre ci si deprime a vedere i vetri pieni di pioggia, dove si sogna il sole, odorare il profumo di un vino rosso, il suo bouquet, ci rimette in pace con il mondo.


sabato 16 gennaio 2010